Se n’è andato Marco Fedele
“…Sì, perché noi, poveracci, avevamo un pallone “Pettinelli”; dico, un pallone di cuoio da calcio cucito a mano…
Fatto sì è che quel benedetto pallone fece il suo ingresso trionfale nella piazza maggiore di Telve, ammirato, toccato, venerato, custodito, poi preso a calci da un subbuglio di ragazzotti…
…Poi al centro, mediano di spinta, dai lanci profondi dieci metri, solo soletto, un mingherlino, leggerino ma veloce, nostrano-foresto che per nove mesi all’anno se ne stava buono a slambrotar greco e latino e gli altri a sputare sangue su e giù per Restena e così, per passatempo, a fare il fiato dietro a un pallone capriccioso…”
Queste frasi sono tratte dalle prime pagine del nostro libro “50 anni gialloverdi”, dove Marco Fedele raccontava gli inizi del calcio a Telve…e il “mediano di spinta” citato è proprio lui.
Marco se n’è andato alcuni giorni fa a Venezia, dove risiedeva praticamente da sempre , alla ragguardevole età di 92 anni, ma l’ultimo saluto lo ha voluto nella sua Telve, che ha sempre avuto nel cuore e che tante volte ha ricordato nei suoi scritti.
Lo avevamo invitato in occasione della presentazione del libro, ma non se l’era sentita di venire, pur essendoci stato vicino con il pensiero.
Ti salutiamo Marco e da lassù continua a voler bene al tuo paese.
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